L'angolo della poesia
SeDici Pensieri diVersi - Intervista a Claudio Pozzani

Categoria: Con gli occhi della poesia
Anna Lauria intervista Claudio Pozzani
-Cosa sognano i poeti?
Fanno un sacco di sogni che dimenticano al risveglio e tentano di ricordarseli scrivendo versi.
-A cosa serve la Poesia?
A nulla. Per questo è indispensabile. Le cose, le attività o le persone che servono a qualcosa non sono poi così importanti. A cosa serve l’arte? L’amore?
-Poeti si nasce o si diventa?
Entrambe le cose. Il talento lo si ha oppure no. Ma lo si può sfruttare meglio attraverso la tecnica. Se uno ha una bella voce ma non la educa a cantare non otterrà grandi risultati. E poi è indispensabile leggere cosa scrivono gli altri. Scrivere una poesia di meno e leggerne una di più...
-Se non fosse poeta, sarebbe…
Probabilmente sarei diventato ricco.
-Una poesia a lei cara.
Ce ne sono migliaia. In questo momento mi viene in mente "Mi desto dal leggero sonno solo" di Camillo Sbarbaro.
-Il poeta che rilegge sempre volentieri?
Charles Baudelaire.
-Un libro che non dimenticherà mai.
Anche qui sono tanti... Direi I Demoni di Dostoevskij.
-La (sua) poesia che ama più di ogni altra…
“Non so se il mare”. È diventata anche una scultura in una piazza ad Albissola...
-Un mondo senza Poesia come sarebbe?
Disabitato. O abitato male.
-Esiste un futuro per la Poesia?
la Poesia è atemporale come l’arte, come i sentimenti. Se si intende invece come produzione, penso che si dovrebbe puntare su supporti audio come CD e Mp3 oltre che al libro. La poesia è soprattutto oralità.
-L’ultima poesia che ha scritto che tema sfiora?
Il passaggio delle costellazioni dentro a un giardino.
-Perché tra le Arti la Poesia è quella che ha meno successo?
Perché la maggior parte dei poeti è noiosa e scrive versi noiosi. Perché la scuola insegna a odiare la poesia. Perché la poesia presume uno sforzo e un’interazione con il lettore. Perché i media non hanno abbastanza coraggio e nei giornali ci sono sempre i soliti 4 o 5 poeti che si recensiscono fra di loro… E poi non è vero che la poesia non ha successo. Sia come poeta che come organizzatore di Festival posso affermare il contrario, dati alla mano.
-Cosa le fa dire “Questa è poesia”.
Funziona come con le altre arti. Penso ci sia un’oggettività che fa riconoscere la bontà di un testo e poi la soggettività che ne fa preferire uno ad un altro. I poeti scarsi si riconoscono subito, come i cantanti stonati.
-Internet incentiva la diffusione della Poesia?
Certamente è utile per la diffusione della poesia, ma purtroppo fomenta schiere di grafomani che infliggono agli altri i loro testi.
-La Poesia ci salverà?
La poesia, così come l’arte, l’amore salverà chi si vuole salvare. In generale mi sembra che l’umanità abbia imboccato la discesa nel Maelström. La qualità della vita è sempre più scadente: le cose e i momenti belli passano nell’indifferenza.
-Evoluzione del linguaggio, contaminazioni… Cambierà anche la Poesia?
La Poesia è in continuo cambiamento, come l’arte, restando sempre al suo posto. Ci sono poesie di secoli fa che potrebbero essere scritte ora. Le contaminazioni? Adesso mi sembra tutto molto asettico...






